È arrivato il momento di cambiare gli pneumatici del tuo mezzo e sei indeciso se acquistare gomme nuove o preferire invece quelle ricostruite? Sicuramente queste ultime comportano una spesa minore rispetto al nuovo (fino al 50% in meno), ma potresti avere dei dubbi sulla loro efficienza e qualità. Vediamo qual è la situazione.

Cosa prevede la legge

L’operazione di ricostruzione di uno pneumatico è stabilita a livello internazionale dalle normative ECE ONU 108 e ECE ONU 109 (per i mezzi pesanti) e prevede che alla conclusione dell’operazione questo sia sottoposto a omologazione (i test a cui è sottoposto lo pneumatico sono gli stessi effettuati per le gomme nuove).

Il fatto che si tratti di uno pneumatico ricostruito deve inoltre essere indicato nel marchio appostovi, che in questo caso presenta la sigla “108 R” o “109 R”, un cerchio con all’interno la lettera “E” che indica il paese di produzione e omologazione (E2 è l’Italia), sei numeri identificativi la fabbrica di produzione, la scritta “Ricostruito” o “Retread”, il marchio di chi ha provveduto alla ricostruzione e la settimana e l’anno di ricostruzione.

Come avviene la ricostruzione

Lo pneumatico viene privato del battistrada usurato, che viene sostituito con del materiale nuovo. La carcassa sostanzialmente intatta e il nuovo battistrada, dopo le operazioni di equilibratura e centratura, vengono resi un tutt’uno tramite la vulcanizzazione. A questo punto lo pneumatico ricostruito viene sottoposto al controllo e ai test per l’omologazione.

Il processo di ricostruzione può avvenire una sola volta per gli pneumatici per auto e fino a tre volte per quelli per i mezzi pesanti.

Differenza tra ricostruzione e riscolpitura

La riscolpitura degli pneumatici è cosa diversa dalla loro ricostruzione: tale operazione, infatti, consiste nel togliere 3-4 mm di gomma dal fondo della scultura dello pneumatico usato. La riscolpitura può essere effettuata sia su gomme nuove sia su gomme ricostruite. Tramite tale operazione si ottimizzano le prestazioni chilometriche, si riduce il consumo di carburante e si ridà aderenza agli pneumatici.

I vantaggi della ricostruzione

Gli pneumatici ricostruiti garantiscono la stessa sicurezza, robustezza e longevità di quelli nuovi a fronte di un costo significativamente minore.

Le gomme rigenerate hanno un minor impatto sull’ambiente: bastano 5,5 litri di greggio contro i 25 litri per una gomma nuova e vi è un risparmio energetico del 70%. Inoltre si evita di smaltire carcasse ancora buone.

I contro della ricostruzione

Le gomme ricostruite hanno il difetto che, seppur con una copertura che garantisce lo stesso chilometraggio di uno pneumatico nuovo, sono dotate di carcassa usata, che determinerà rispetto a questo performance più basse.

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